Stegal67 Blog

Sunday, December 08, 2013

“Fermato” durante la posa punti sulle Strade di ... San Francisco?!?

Che non sarebbe stata una giornata facile per il posatore, l’ho capito fin dal primo punto dei 48 punti (quarantotto! Gli pòssino…). Il primo obiettivo era quello di non lasciare troppe tracce in giro, in fondo siamo in un cosiddetto "centro storico"... non così storico come Lissone o Muggiò, ma insomma siamo lì; il secondo era quello di non coinvolgere un intero esercito di aiutanti ed impiegare un’era geologica di tempo nella posa dei suddetti marcatori dei 48 cerchietti, in fondo è solo un allenamento dell’OK Bovec (anche detta “la squadra del Mino Raiola dell’orienteering nazionale”) in vista del primo appuntamento della stagione, ovvero la Sylvester 5 Days.

Parto quindi di buon mattino con la mia bella divisa ed uno zaino carico carico di: a) banda plastificata bianca e rossa in stile cantiere; b) pacco da 100+100 tovaglioli di carta bianchi ed arancioni c) 5 rotoli di carta igienica e (dulcis in fundo come extrema ratio) d) 3 rotolini di costosissimo nastro adesivo rosso brillante. Arrivato al primo punto, sto per attaccare 40 centimetri di striscia di plastica rossa e bianca al ramo di un albero e mi sento come trafiggere la nuca da una cosa puntùta… giro lo sguardo e questo incrocia l’occhiata in tràlice di una sciura che sta stendendo i panni sul balcone a pianterreno e che comincia ad apostrofarmi: “Cosa sta facendo?!?”.

Nulla, cara signora. Non sto facendo nulla. Sto mettendo dei segnali per indicare il percorso ad un piccolo gruppo di ragazzi che passeranno da qui di corsa… non si preoccupi, poi passiamo a ritirarli… Niente da fare: l’occhiata della signora, che avrebbe incenerito almeno metà di Quella Sporca Dozzina, continua implacabile. A questo punto metto via la striscia di plastica, bypasso al volo il piano B (i tovaglioli arancioni) e atterro direttamente sul piano C: una corta striscia di una trentina di centimetri di carta igienica di poco prezzo, che infilzo sullo stesso rametto. La sciura intanto è sparita all’interno della sua magione. A rompere i c… ehmmm… ad interloquire con qualcun altro, spero.

Con il mio bel rotolo di carta igienica in mano (una visione, penso, davvero inquietante), giro attorno al palazzo ed arrivo al secondo punto. Miro ad un cestino dell’immondizia di fianco all'albero isolato e avvolgo una bella striscia attorno al paletto. Quanto tempo sarà passato, nel frattempo? Va bene che sono lento, ma… tre minuti? Con la coda dell’occhio vedo che a venti metri da me, sulla strada, si ferma una pattuglia delle guardie giurate: “Lei… cosa sta facendo?”.

Nulla, caro signore. Perché me lo chiede? … Segue breve scambio di gagliardetti, io che faccio vedere la mappa e lui che fa vedere il distintivo. Alla fine se ne esce con un generico “Ci sono state segnalazioni… persone che circolano tra i palazzi per lasciare segnali…”; continua con un riferimento non proprio politically correct su una certa etnìa in particolare e, per finire, un avvertimento secco e pungente di piantarla lì subito e di non attaccare nulla da nessuna parte se non voglio avere problemi. Al che, pazientemente, cerco di spiegare di nuovo la situazione, mostro anche la tessera della FISO (seguire la storia della tessera Fiso che verrà buona in seguito) ed illustro il “piano D” che prevede di attaccare solo una strisciolina di nastro adesivo brillante; per garantire la mia buona volontà, torno indietro con lo sceriffo di Dodge City fino al punto precedente e stacco la carta igienica sostituendola con il suddetto nastro adesivo. Lo sceriffo si allontana con una faccia poca convinta e molto incaxxosa, come quella dello sceriffo Will Teasle quando fa testacoda sulla strada perché ha visto negli specchietti Rambo che sta riattraversando i confini di Hope.


(... la traccia evidente del mio passaggio, dopo aver salutato Will Teasle...)


(... questa invece devono averla messa per segnalare di andare a rubare a casa del picchio...)

Il resto della posa prosegue senza eccessivi problemi, anche perché cerco di mimetizzarmi il più possibile in questi felpati dintorni e l’operazione di attaccare la strisciolina di nastro la faccio con la stessa velocità con cui Tex Willer fulmina con la pistola il cattivo di turno (poco importa se i ragazzi avranno difficoltà a trovarla… dovranno fidarsi della mappa e convincersi di essere finiti sul punto). Dicevo, prosegue tranquilla fin quando non mi addentro nel boschetto a marcare la sequenza 28-32.

E’ vero, ho l’Ipod che manda Def Leppard a palla nelle orecchie, quindi sono un po’ anestetizzato rispetto al rumore che può esserci nei dintorni. Ad un certo punto riesco a percepire, persino sento alla schitarrata, un “Ehi tu!” gridato molto forte e, un istante dopo, qualcuno che mi prende per la spalla… Mi giro e mi trovo davanti una scena nella quale mancano soltanto i Navy Seals e la Delta Force, mentre forse i movimenti che percepisco nella parte alta del campo visivo non sono le foglie degli alberi che si muovono ma la S.W.A.T. che sta rapidamente calando sulla scena. Il labiale (ho Def Leppard sempre nelle orecchie) dice “pabomista i togunempi!”… che diventa un “favorisca i documenti!” non appena tolgo gli auricolari.

“Prego, scusi?”. “Ho detto favorisca i documenti e ci spieghi i motivi della sua presenza nel perimetro!”. Il cervello registra le informazioni a velocità supersonica e colgo: una persona accanto a me. Una poco lontana sulla strada, un auto sulla strada (forse due) con chiara indicazione di appartenenza sulla fiancata, una serie di radioline che gracchiano all’impazzata robe tipo “abbiamo raggiunto il sospetto… la situazione sembra essere sotto controllo… verifiche in corso… restate in contatto…”; intanto ci sono persone che fanno jogging accanto a noi, gente coi cani… metto su la mia migliore faccia di tolla e, visto che siamo in un piccolo boschetto a bordo strada, dico “Scusi, quale perimetro?”.


(... il luogo del remake dell'operazione Overlord...)

Non sto a menarla tanto, visto che da lì in avanti le cose assumono contorni tra il clownesco ed il surreale. Finisco con il dover fare un rapporto in un ufficio, rapporto dal quale si evince che:
1. Durante la posa avevo fatto scattare un qualche “allarme di intrusione ambientale” (so dove è successo, ma perché me l’hanno detto Loro... viva la segretezza... ed è un posto a 5 metri dall'asfalto!…)
2. A quel punto ero stato identificato sulle telecamere di sorveglianza e seguito come nemmeno Will Smith in “Nemico pubblico”
3. Avevo sollevato ulteriori sospetti perché mi muovevo in direzioni casuali (grazie coach! La prossima volta tira una bella linea dritta senza tutti quei rimbalzi!) e mi fermavo ogni tanto a guardarmi attorno con atteggiamento circospetto, attaccando dei segnali agli alberi
4. "Una volta deciso di stabilire un contatto col sospetto, questo non rispondeva alle indicazioni verbali…" al che si deduce che la colpa di tutto è di Def Leppard e che magari coi Matia Bazar più soffusi mi sarebbe andata meglio!

Da parte mia, tiro fuori nuovamente la tessera della FISO sul retro della quale era ancora pinzato uno dei vecchi biglietti da visita da addetto stampa che usavo due presidenti fa… “… e questa la teniamo Noi!”. Mostro la mappa di gara, segnalando come non sia la prima volta che veniamo in quel posto a correre (ed io di sicuro sono già passato nei pressi di quel punto dove è scattato l’allarme, anzi forse una volta avevo addirittura un punto proprio lì!), ma ottengo solo sguardi perplessi. Quando si capisce che è stato tutto un clamoroso equivoco, dopo saluti e convenevoli di prammatica (cit. Nico Zuffi) molto più rilassati, posso tornare a mettere gli ultimi piccichini rosso brillante seppure con un ritardo pazzesco sulla tabella di marcia.


(... traccia del mio evidente passaggio nel "perimetro"...)


(... il particolare della traccia, se non si vedesse bene nella foto sopra...)

Alla fine di tutto questo po’ po’ di baraonda, ci ho rimesso solo la mia tessera FISO rimasta in ostaggio della Squadra Aerea Speciale... anzi segnalo al mio Presidente ed al Presidente Gazzèrro - e non Gàzzero (cit. Mauro Nardi) - che sono privo di tessera FISO per il 2014. Ma la cosa che mi sembra più buffa è che, fossi stato io davvero un pericoloso personaggio, nessuno (nemmeno nei momento più caotici) ha mai voluto vedere i miei documenti ufficiali! Forse negli obiettivi della Fiso del terzo millennio c’era quello di rendere la tessera della Federazione un documento ufficiale di identificazione, valido anche per espatrio e sostituivo della patente C-D-E? Se così fosse, ci siamo vicini…


Un ringraziamento al coach che ha tracciato il percorso (48 punti! Te possino…) mandandomi dritto tra le fauci dei Marines, e soprattutto ai ragazzi che hanno aspettato pazientemente per un’ora al freddo, e che poi si sono dovuti sorbire un allenamento di “trova il pixel rosso nel bosco”.


(... Metka verso il cocuzzolo della 29. Si coglie in alto a sinistra un brandello della carta ed in basso a sinistra metà del nastrino rosso...)


(... Sissio impegnato nel bosco, in "zona perimetro"...)


(... un esordiente passato di lì per caso, sempre in "zona perimetro"...)

3 Comments:

At 6:08 AM, Blogger Cocu said...

mah, che vuoi che ti dica... niente di nuovo... è proprio una pessima abitudine degli orientisti quella di violare sistematicamente proprietà private, residenze ufficiali, basi militari... dovete vergognarvi!!!

 
At 10:54 PM, Anonymous Larry said...

Per fortuna era un allenamento modulabile e quindi adattabile e si è, così, ugualmente potuto tenere.

 
At 6:44 AM, Blogger Rusky said...

Ti sta bene: se rimanevi nel tuo quartiere milanese nessuno ti diceva niente.... anzi, avrebbero potuto ingaggiarti!

 

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